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Orto e giardino 07 Settembre 2022

Lauroceraso: perché la vostra siepe si secca?

Cos'è il cancro rameale, come si manifeste e quali sono le soluzioni da adottare per contrastare la sua diffusione.

Quante volte, soprattutto nelle ultime estati, vi è capitato di notare tra le piante rigogliose e verdi di un giardino una siepe “secca”?

 

 

“La mia siepe di lauroceraso ha 7 anni e improvvisamente mi sembra che stia morendo”, “Perchè si è seccata la mia siepe?”, “Ho la siepe che sta ingiallendo, si stanno seccando i rami laterali”, sono le domande che molti clienti ci hanno posto, soprattutto negli ultimi mesi. Cosa sta accadendo alle nostre siepi? In questo articolo proveremo a approfondire questa tematica analizzando alcune caratteristiche del Lauroceraso e della patologia responsabile del suo disseccamento, il cancro rameale.

 

Il lauroceraso

Il lauroceraso è una delle piante da siepe più apprezzate e diffuse in tutta Italia, dal Nord al Sud. Come la maggior parte delle specie di Prunus, la sua crescita è molto veloce, caratteristica che insieme alla buona resistenza e la facilità di potatura, lo rende una pianta adatta per creare in breve tempo zone di recinzione o separazioni di aree.

ll suo nome scientifico è Prunus laurocerasus, comunemente noto come lauroceraso. Originario dell’Asia Minore, questo arbusto sempreverde ha un fogliame folto, lucido e bello, che forma un perfetto schermo per la privacy e per filtrare il vento e le polveri che vengono dalla strada.

Le sue foglie sono dure (coriacee), lucide e di colore verde scuro, fisicamente molto simili all’alloro comune (Laurus nobilis). Sia le foglie che i fiori, grazie ai loro oli essenziali, sono molto aromatici.Esistono molte varietà di questa pianta, la più diffusa è la “Rotundifolia”, indicato per la formazione di siepi fino a 5 m di altezza.

 

 

Caratteristiche climatiche e ubicazione nel giardino

La sua grande resistenza alle intemperie e il suo adattamento a tutti i tipi di terreno ne consentono la messa a dimora in qualsiasi parte del giardino. Resiste a temperature gelide in inverno, anche al di sotto dei -5ºC.

Il Prunus laurocerasus si adatta molto bene a tutti i tipi di suolo. Prima della messa a dimora, si consiglia di incorporare la materia organica nella buca di impianto, facilitando lo sviluppo delle sue radici dopo il trapianto.

È idealmente coltivato in terreni argillosi-sabbiosi, con un buon drenaggio e un pH leggermente acido.

 

 

Il cancro rameale del Lauroceraso

Soggetto generalmente ai comuni parassiti e malattie, come ad esempio la Cocciniglia, Afidi e Psilla, il Lauroceraso, negli ultimi due anni, soprattutto a causa della grande siccità estiva, sta manifestando una patologia sempre più diffusa e segnalata da molti nostri clienti, il cancro rameale.

Vediamo insieme le caratteristiche e alcune misure di prevenzione e contrasto della sua diffusione.

Il cancro rameale porta infatti la moria della pianta dal basso verso l’alto, colpendo intere ramificazioni o anche solo una parte, dando l’impressione che la pianta stia effettivamente morendo.

I disseccamenti iniziano dalle parti più giovani della pianta, in particolare dai germogli di 1-2 anni e si espandono successivamente alle branche secondarie fino al fusto principale. Nei rami infettati si possono notare foglie che dapprima diventano secche per poi diventare gialle e decolorare sino a raggiungere una colorazione bruna. L’infezione si diffonde in maniera piuttosto veloce dai rami secondari a quelli principali e se non curata può causare la morte della pianta.

Gli agenti scatenanti l’infezione sono dei picnidi, elementi riproduttivi dei funghi deuteromiceti che dalle lesione degli organi infetti producono dei conidi, i quali vengono trasportati la primavera successiva dal vento o da altri agenti fino a quando incontrano condizioni idonee per dare inizio ad una nuova infezione (alta umidità relativa dell’aria, temperature superiori ai 20 ° C e lesioni sulla pianta che permettano l’ingresso degli agenti patogeni).

 

 

Come curare la tua siepe

Purtroppo non esiste una cura risolutiva, possiamo adottare però alcune soluzioni preventive per contrastare la sua diffusione e la sua insorgenza.

Ecco alcuni consigli che potrai adottare per aiutare la tua siepe:

 

1. Potatura

Tagliare i rami infetti almeno 10-15 centimetri al di sotto della zona colpita, disinfettando i tagli con un prodotto anticrittogamico e proteggendo la zona del taglio con mastice cicatrizzante per evitare la trasmissione del fungo.

I rami tagliati devono essere subito allontanati dalle piante e possibilmente bruciati, per eliminare le fonti dell’infezione. Le potature delle piante vicine a quelle infette devono essere ridotte al minimo.

 

2. Irrigazione

Irrigare la nostra siepe in maniera corretta in modo tale che l’acqua scenda in profondità fino alle radici.

La misura “un po’ d’acqua” in questo caso non è sicuramente efficace, dovrete irrigare abbondantemente, anche un giorno a settimana o ogni quindici giorni, e lasciare il tubo d’irrigazione o l’impianto a goccia aperto per un tempo definito; nel caso di un tubo classico almeno un’ora di acqua continuativa, e nel caso di un impianto gocciolante, anche 5/6 ore. Evitare i ristagni dell’acqua e assicurarsi che il terreno sia asciutto completamente prima di ripetere una successiva e importante irrigazione.

 

3. Concimi

Evitare le eccessive concimazioni azotate, che rendono le foglie molto verdi ed esteticamente gradevoli, ma molto suscettibili agli attacchi di parassiti e malattie e, al contrario, privilegiamo concimazioni a base di fosforo e potassio che induriscono il tessuto vegetale.

 

 

Se si riescono ad individuare in tempo i primi sintomi dell’infezione, la malattia diventa facilmente controllabile e i danni risanabili in tempi anche relativamente brevi, con le accortezze che abbiamo sopra descritte.

 

 

 

 

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